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Usare al meglio coachingspace con Zoom e Teams

Screenshot: tavola sistemica online rotonda in coachingspace, a destra l’immagine video di un uomo

Nella consulenza online e nel coaching è fondamentale che il contatto tra coach e cliente non sia disturbato da ostacoli tecnici. Molti conoscono la situazione: si vuole lavorare insieme in coachingspace – per esempio sulla tavola sistemica o sulla lavagna digitale – e allo stesso tempo mantenere stabile la videoconferenza.

Se in più si condivide un link nella chat, spesso nascono problemi: i clienti perdono di vista Zoom o Teams, cliccano per sbaglio sulla finestra sbagliata e la connessione diventa instabile.
Una soluzione semplice: concedere il controllo dello schermo direttamente in Zoom o Teams. Così i clienti possono lavorare in autonomia in coachingspace – e restare comunque pienamente presenti nella videoconferenza.

Zoom: attivare e usare il controllo remoto

Perché i clienti possano usare il mouse sullo schermo condiviso, la funzione deve essere attivata nelle impostazioni di Zoom.

Passo 1: attivare l’impostazione

  • Accedi al tuo account Zoom nel browser.

  • Vai su Impostazioni.

  • Scegli la scheda In riunione (base).

  • Cerca la voce Controllo remoto e imposta l’interruttore su attivato.

Screenshot: impostazioni dell’account Zoom, scheda «Durante la riunione (base)» con l’interruttore «Controllo remoto» attivato

Passo 2: durante la riunione

  • Apri in coachingspace lo strumento desiderato (per es. tavola sistemica, lavagna digitale, journal).

  • Condividi il tuo schermo in Zoom.

  • Durante la condivisione dello schermo, clicca su Controllo remoto nella barra di Zoom.

  • Scegli il cliente a cui vuoi cedere il controllo.

👉 Il cliente riceve una notifica e può poi lavorare con il mouse sul tuo schermo condiviso – spostare figure, inserire testi o muovere carte.

Screenshot: barra di Zoom durante la condivisione dello schermo, con il menu «Controllo remoto» aperto e il controllo di mouse e tastiera affidato a Benjamin Lambeck

Microsoft Teams: concedere il controllo

Anche in Microsoft Teams esiste una funzione analoga, che si chiama Concedi il controllo o Give control.

Passo 1: condividere lo schermo

  • Avvia la tua sessione di Teams e scegli lo schermo desiderato o la finestra con coachingspace.

Passo 2: cedere il controllo

  • Porta il puntatore del mouse sul bordo superiore dello schermo, dove compare la barra dei comandi.

  • Clicca su Concedi il controllo / Give control.

  • Scegli il cliente che deve prendere il controllo.

  • Ora il cliente può lavorare con mouse e tastiera nella finestra condivisa.

Passo 3: riprendere il controllo

  • Dalla stessa barra puoi cliccare in qualsiasi momento su Riprendi il controllo.

Vantaggi per il coaching con coachingspace

Lavorare con il controllo remoto in Zoom o Teams offre diversi vantaggi fondamentali:

  • I clienti partecipano attivamente
    Spostano figure, scrivono nel journal o muovono carte – in modo autonomo e intuitivo.

  • La stessa prospettiva per entrambi
    Coach e cliente vedono sempre lo stesso schermo. Questo crea chiarezza e riduce i malintesi.

  • Connessione stabile – relazione indisturbata
    I clienti restano sempre nella videoconferenza. Non serve inviare un link in più, nessun cambio di finestra distrae: l’attenzione resta sul processo e nella relazione.

Esempio pratico: tavola sistemica

Il vantaggio è particolarmente evidente con la tavola sistemica:

  • Il cliente può disporre le figure da solo, cambiare la direzione dello sguardo o provare nuove prospettive.

  • Come coach accompagni i passi della percezione senza dover intervenire tecnicamente.

  • L’esperienza si avvicina molto al lavoro con una vera tavola nella stanza – nonostante la distanza fisica.

Se il controllo remoto ti sembra troppo complicato, puoi scegliere la via più semplice: lo schermo condiviso senza controllo remoto. In questo caso il cliente non può spostare le figure da solo, ma il coach le posiziona seguendo le sue indicazioni. Non è l’ideale, ma in molti casi è una soluzione praticabile.

Una terza e ultima possibilità consiste nel creare in coachingspace un link del metodo e condividerlo nella chat di Zoom. I clienti possono così lavorare direttamente in autonomia in coachingspace. Qui però c’è il rischio che, aprendo il link, la finestra di Zoom finisca in secondo piano e si perda il contatto visivo con il coach. Questo problema si può attenuare se il coach guida il cliente a disporre affiancate la finestra di Zoom e quella del browser con coachingspace.

Conclusione

Combinando coachingspace con le funzioni di controllo remoto di Zoom e Teams si riesce a organizzare sessioni tecnicamente semplici e vicine al processo.
I clienti restano coinvolti, la connessione resta stabile – e l’attenzione è rivolta all’essenziale: il processo di coaching comune.

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